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Catalogo: ricerca guidata

Video presentazionedelle modalità di ricerca nei fondi storici catalogati in MANUS (si consiglia la visualizzazione full screen).

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[...] "la question de l'archive n'est pas une question du passé. Ce n'est pas la question d'un concept dont nous disposerions ou ne disposerions pas déjà au sujet du passé, un concept archivable d'archive. C'est une question d'avenir, la question de l'avenir même, la question d'une réponse, d'une promesse et d'une responsabilité pour demain. L'archive, si nous voulons savoir ce que cela aura voulu dire, nous ne le saurons que dans le temps à venir. Peut-être. Non pas demain mais dans les temps à venir, tout à l'heure ou peut-être jamais." (Jacques Derrida, Mal d'Archive. Une impression freudienne. Galilée. Paris, 1995, p. 60).

Relazione attività 2013-2014

Inventari e cataloghi on line

Per agevolare la consultazione delle schede catalografiche in MANUS on line sono stati realizzati per i fondi antichi gli indici dei nomi, l’indice delle opere anonime e un soggettario sulla base di quello dattiloscritto. Sono stati inventariati i fondi speciali: Fondo Collegio Romano, Fondo Bellarmino e relativamente ai fondi moderni oltre all’inventario generale è possibile consultare la descrizione del Fondo Gianfranceschi, Fondo Ojetti, Fondo Hürth e Fondo D’Elia

Ricerche

Nonostante le limitazioni all’accesso dovute all’attività di catalogazione, studiosi, italiani e stranieri, hanno avuto la possibilità di effettuare ricerche ritenute di particolare interesse per l’archivio. Tra gli oltre cento fondi moderni sono stati consultati il Fondo Secchi (la corrispondenza fra Boschovich e Secchi sulle attività geodetiche, studi di astronomia e astrofisica nel XIX secolo), il Fondo Gianfranceschi (fondazione di Radio Vaticana), il Fondo Ojetti, il Fondo Lieber, i fondi di archeologia cristiana e i diversi fondi relativi alla Ricostituzione della Compagnia di Gesù nel 1814. Tra i fondi antichi sono in corso diverse ricerche sul Fondo Kircher con particolare interesse al Museo Kircheriano e alla fondazione dell’Osservatorio di Parigi (corrispondenza con Giovanni Cassini). Tra i manoscritti consultati si segnala la Vida do Padre Ioseph de Anchieta (APUG 1067) il gesuita evangelizzatore definito l’apostolo del Brasile. Oggetto di studio sono stati anche i manoscritti inediti sulla retorica utilizzati dal gesuita Antonio Pérez (1599-1649) durante il suo insegnamento al Collegio Romano. Tra i manoscritti analizzati vi sono anche quelli dei maestri Pietro Sforza Pallavicino e Francisco Toledo. Grande interesse ha suscitato il Fondo Tesi (bandi di grande formato a stampa dei sec. XVII-XVIII) soprattutto per gli aspetti iconologici e iconografici.
Altri temi di studio hanno riguardato il teatro gesuitico e le scienze mediche in alcuni autori gesuiti del XIX secolo.
Alcuni manoscritti del Fondo Concilio di Trento, in particolare il Diarium inedito di Angelo Massarelli, sono stati analizzati nell’ambito del tirocinio per il dottorato presso la Facoltà di Storia e Beni Culturali della PUG.
I manoscritti relativi all’opera La Vierge de Pellevoisin et les Possédées sono oggetto di una tesi di dottorato della Facoltà di Storia e Beni Culturali della PUG.
Continua la collaborazione con i ricercatori responsabili della nuova edizione dell’Edizione nazionale delle opere di Galileo Galilei e per la redazione delle voci dei gesuiti nel Dizionario biografico degli italiani della Treccani.

Progetto Clavius on the web

Grazie alla collaborazione con l’Istituto di informatica e telematica e l’Istituto di linguistica computazionale “Antonio Zampolli” entrambi afferenti al CNR di Pisa prosegue il progetto Clavius on the web che mira a valorizzare il carteggio e i manoscritti del Fondo Clavius. Grazie a tool sviluppati per l’analisi linguistica, lessicale e semantica sarà possibile navigare in maniera innovativa tra i documenti trascritti e digitalizzati resi disponibili on line nella forma di Linked Open Data.
Dall’11 al 13 giugno l’archivio ha partecipato al Workshop Clavius@work svoltosi a Pisa sulle tematiche del progetto.
  

Laboratorio di digitalizzazione

Nel laboratorio interno all’archivio sono state realizzate la riproduzione digitale dell’opera La Vierge de Pellevoisin et les Possédées (12 volumi), completata la revisione e integrazione del Carteggio Kircher  (14 volumi) e in corso di svolgimento la scansione delle foto dei Padri Gesuiti all’interno del Fondo Moderno. Prosegue inoltre il servizio di riproduzione su richiesta degli utenti.

 Tirocini

Nel corso dell’anno accademico 2013-2014 l’archivio ha ospitato, attraverso la convenzione stipulata con l’università Sapienza di Roma, 5 tirocinanti grazie ai quali è stato incrementato il catalogo dei Fondi antichi in MANUS on line e l’attività d’indicizzazione del materiale biografico e bibliografico del Fondo Pasquale D’Elia.

Intervento di conservazione straordinario

In seguito agli elevati sbalzi di umidità e temperatura registrati durante l’estate si è riscontrato durante il mese di settembre 2013 un attacco micotico sull’intero fondo antico. Si è pertanto reso necessario l’intervento d’urgenza di spolveratura e disinfezione manuale degli oltre 5000 codici antichi. Le stesse scaffalature sono state bonificate prima che fossero ricollocati i volumi. Si è reso necessario l’acquistato di un deumidificatore che ha permesso di correggere gli elevati sbalzi che si registravano nel deposito. Il monitoraggio periodico ha confermato come le condizioni ambientali rientrino in quelle previste per una conservazione ottimale.

Donazioni

La Fondazione Sorgente Group di Roma ha proseguito il finanziamento per il progetto di valorizzazione del Fondo Clavius. Sarà così possibile catalogare, digitalizzare e mettere on line i sette volumi autografi del matematico gesuita Christophorus Clavius.

Il medagliere della Gregoriana è stato depositato presso l’archivio storico. Questa collezione di oltre 1000 medaglie papali a partire da papa Martino V, venne costituita dall’archeologo gesuita P. Engelbert Kirschbaum a partire dagli anni Quaranta del Novecento.
Tale patrimonio è stato ulteriormente arricchito dalla donazione dell’Ing. Aldo Maria Tazzi di 48 medaglie in bronzo e argento mancanti nella raccolta gregoriana.



L’APUG è presente  in Twitter (@ArchivesPUG) e in Facebook (www.facebook.com/archivespug).

Antonio Pérez (1599-1649): Theologus mirabilis di Gian Pietro Soliani



Nel mese di giugno 2014 sono stati visionati quattro manoscritti, riportanti alcune opere teologiche e filosofiche di Antonio Pérez Valiende de Navas S.J. Nato in Spagna a Puente de la Reina nel 1599, entrò nella Compagnia di Gesù a Pamplona il 13 marzo 1613 e iniziò il noviziato presso il seminario di Villargarcía, presso Valladolid. Frequentò il triennio filosofico a Medina del Campo (1615-1618) e la teologia a Salamanca sotto l’autorità di Pedro Hurtado de Mendoza, di Benito de Robles, Valentin de Herice e Bernabé de Matute. Sotto la direzione di quest’ultimo difese le sue prime tesi di teologia il 30 novembre 1621. Prima di iniziare la carriera di docente, si dedicò all’attività missionaria in Castiglia e difese il suo acto menor e il suo acto mayor di teologia tra il 1623 e il 1624[i].
Dal 1625 al 1628 iniziò a insegnare la filosofia al Collegio San Ambrosio di Valladolid. Di tale insegnamento rimangono - salvo nuove scoperte - solo due copie delle Disputationes in octo libros physicorum Aristotelis, delle quali si conserva una copia proprio presso l’Archivio dell’Università Gregoriana con la segnatura CURIA F.C. 1396rec. La condizione del manoscritto è piuttosto critica, soprattutto per quanto riguarda le ultime pagine, cancellate da macchie di umidità. Si tratta di un manoscritto composto da più mani, almeno due, e di difficile leggibilità, anche a causa della grafia dei suoi estensori. Si potrebbe sopperire alle difficoltà nella decifrazione del contenuto confrontando il Ms. 1396rec con la copia presente nella biblioteca della facoltà teologica di Burgos, come del resto ha già fatto Jacob Schmutz nella sua tesi dottorale del 2002[ii], proponendo un’edizione non definitiva di alcune parti della disputatio 8, nella quale Pérez dà una prima elaborazione della dottrina connessionista.
Nel triennio 1628-1631, Antonio Pérez tornò a Salamanca, università nella quale gli venne assegnata la terza cattedra di teologia. Di quell’insegnamento ci rimane, tra le altre, copia dell’opera manoscritta Ad quaestionem 14 primae partis S. Thomae disputationum de scientia Dei, presente anche nell’Archivio dell’Università Gregoriana con la segnatura CURIA F.C 1601rec. L’opera risalirebbe, secondo Jacob Schmutz, probabilmente al corso tenuto nel 1630. Si tratterebbe, dunque, di un’opera giovanile che i discepoli di Pérez, tra i quali Martin de Esparza, ritennero meritevole di dare alle stampe all’interno del primo volume degli scritti postumi di Pérez, intitolati Opus posthumum. Il testo verrà visionato in modo accurato nei prossimi mesi e confrontato con l’edizione a stampa.
Dopo il triennio di docenza a Salamanca, Pérez rimase per tre anni a Valladolid per tornare nuovamente a Salamanca per circa sette anni dal 1634 al 1641, prima di sostituire il celebre Juan de Lugo, divenuto cardinale, sulla cattedra di teologia al Collegio Romano, presso il quale rimarrà dall’autunno 1641 fino al 1648, quando verrà sostituito - ufficialmente, a causa dell’oscurità delle sue lezioni - dal suo allievo Martin de Esparza e rimandato in Spagna dove morirà in solitudine il 2 marzo 1649.
Dei manoscritti risalenti all’insegnamento degli anni romani, sono stati visionati due manoscritti, in particolare:
- Il manoscritto intitolato Definitiones et axiomata in 1am, 2am et 3am partem D. Thomae (CURIA F.C. 170) che Jacob Schmutz segnala come presente al Collegio Romano fino al 1773, ma del quale sembravano essersi perse le tracce fino almeno al 2002. Una ricognizione del testo ha permesso di retrodare il manoscritto al XVII secolo, rispetto alla catalogazione precedente. Il manoscritto riporta sicuramente dottrine di Antonio Pérez. A titolo esemplificativo, nel testo troviamo una definizione di perfectio immanens (f. 4v, def. 22) sostanzialmente identica a quella presente nel primo volume dell’Opus posthumum (cfr. pp. 132b-133a, n. 135). Troviamo anche due definizioni del concetto di verificativum che rappresentano una delle dottrine più originali e più discusse di Pérez, fino al XVIII secolo inoltrato (f. 3v, def. 9; f. 50v, def. 12). In sostanza, le definizioni e gli assiomi raccolti nel manoscritto 170 sono tratti dai due volumi dell’Opus posthumum di Pérez o dai relativi manoscritti[iii]. L’opera risale quasi certamente a un periodo successivo al 1640. Da quanto attesta Schmutz, Pérez inizierebbe a utilizzare sistematicamente il termine verificativum a partire dal trattato De existentia et attributis divinis conservato alla Biblioteca di Salamanca e risalente al 1640[iv].
- Tractatus de Deo trino et uno R. P. Antonii Perez, Firmi, Romae 1646-1648 (CURIA F.C. 542rec). Di questo manoscritto Jacob Schmutz non dà notizia. Con buona probabilità si tratta del manoscritto che testimonia l’ultimo trienno di docenza di Antonio Pérez presso il Collegio Romano. Il manoscritto è ben conservato ed ben leggibile. Quasi sicuramente si tratta della copia che venne affidata dagli allievi di Pérez alla tipografia di Angelo Barnabo dal Verme per l’edizione del primo volume dell’Opus posthumum, datato 1656. Il testo del Tractatus de Deo trino et uno, infatti, costituisce quell’insieme di disputationes che aprono l’Opus posthumum di Pérez e rappresenta uno strumento fondamentale per comprendere il testo dell’edizione a stampa, costellato di frequenti lacune testuali e di refusi tipografici. Tra l’altro, una prima ricognizione del testo della disputatio 1 (De Deo uno) del Tractatus e un primo confronto con l’Opus pothumum hanno messo in luce la difformità del manoscritto rispetto all’edizione a stampa, nella quale non sarebbero state riprodotte diverse pagine, anche se è da escludere che questo sia avvenuto per motivi legati alla censura.
La struttura dell’opera manoscritta è la seguente:
f. 1 - De Deo uno - disputatio I
f. 90 - De visione Dei - disputatio II
f. 272 - Disputatio III ad quaest. De scientia dei
f. 000 - Disputatio IV, Continens illationum de natura, et proprietatibus praedestinationis divina
f. 462 - Disputatio V, De voluntate Dei
f. 482 - Disputatio ultima, Continens compendium materiae de Trinitate






[i] Le notizie biografiche raccolte in questa nota sono riprese da J. Schmutz, La querelles des possibles. Recherches philosophiques et textuelles sur la métaphysique jésuite espagnole, 1540-1767, [3 tt.], (Tesi di dottorato), Bruxelles-Paris, t. II, pp. 711-717.
[ii] Ivi, pp. 721-741.
[iii] A. PÉREZ, In primam partem D. Thomae tractatus V. Opus posthumum, typ. Angelo Bernabo dal Verme, Roma 1656; Id., In secundam et tertiam partem D. Thomae tractatus sex, typ. Laurentii Arnaud et Petri Borde, Lione 1669.
[iv] J. Schmutz, La querelle des possibles, op. cit., p. 486, nota 90.

Documenti architettonici

Documenti architettonici della Pontificia Università Gregoriana: dove si trovano questi monogrammi?


Medagliere papale



Il medagliere della Gregoriana contenente oltre mille madaglie papali a partire da Martino V (1417-1431) sino ai giorni nostri è stato depositato a novembre 2013.

L'archivio ha iniziato l'attività di classificazione delle medaglie con schede di descrizione dettagliate che includono la fotografia. Oltre all'iconografia dei Papi visibile nel dritto, nel rovescio delle medaglie si possono trovare scorci della città di Roma, rappresentazioni di eventi dell'anno del conio, stemmi etc.
Le medaglie sono in buono stato.
Tale catalogo sarà reso disponibile on line e andrà ad arricchire il patrimonio dell'APUG. 
A maggio 2014 la collezione (oltre 50 medaglie di cui la maggior parte in argento) si è arricchita con l'importante donazione dell'Ing. Aldo Maria Tazzi.



Inventario generale                       Inventario della collezione Tazzi            



Alla ricerca del tempo perduto



"Alla ricerca del tempo perduto"

Storytelling sulla riforma del calendario gregoriano
Clavius@Work
11 - 13 giugno 2014 (Area della Ricerca del CNR)